AH1N1: informazioni utili

5 10 2009

 SINTOMI, MODALITA’ DI TRASMISSIONE E PREVENZIONE

I sintomi dell’influenza comprendono generalmente febbre, accompagnata almeno da tosse e mal di gola; possono manifestarsi anche altri sintomi quali mal di testa, debolezza, malessere generale, raffreddore e costipazione, dolori muscolari e articolari, brividi, vomito e diarrea.

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Un nuovo tipo di bersaglio per i farmaci

4 10 2009
Un nuovo approccio della ricerca farmacologica si concentra su una proprietà conosciuta con il nome di allosterismo. I farmaci allosterici si legano a molecole biologiche che si trovano in siti di legame diversi rispetto a quelli generalmente presi di mira dai medicinali. Invece di attivare o inibire le molecole legate, come fanno i farmaci tradizionali, quelli allosterici agiscono come un regolatore di luminosità e, in alcuni casi, producono meno effetti collaterali. In futuro i composti allosterici potrebbero curare disturbi per i quali attualmente non è disponibile alcuna terapia farmacologica.
 
Fonte:  Le Scienze (ed. italiana di Scientific American) - n. 494 ottobre 2009  a firma Melinda Wenner
 
 



Il tarlo dell’anima

26 08 2009

 È il più ripugnante dei peccati, un’emozione inconfessabile che rode dall’interno: l’invidia è come una ruggine dell’anima che condanna alla solitudine. Nei dipinti del Rinascimento è rappresentata così: una donna vecchia, misera, zoppa e gobba, che si strappa serpenti velenosi dai capelli per scagliarli contro gli altri. È l’invidia, un sentimento comune e miserevole, talmente presente a tutte le latitudini e longitudini che più o meno ogni religione l’ha stigmatizzata. Se per la religione cattolica è uno dei sette vizi capitali, per i buddisti è uno dei fattori mentali che possono portare all’odio. Ed è un sentimento che secondo gli islamici appartiene soltanto a chi non professa la loro fede.
Spesso confusa con la gelosia, con l’avidità oppure con il rancore, l’invidia è invece un’emozione ben precisa e studiata da varie angolazioni. Per gli psicologi, per esempio, nasce essenzialmente da un confronto di poteri, tra noi e gli altri, ed è un’emozione sgradevole anche per chi la prova. I sociologi, che per decenni l’hanno considerata poco meritevole di attenzioni, oggi la reputano uno strumento di mediazione sociale.
 
fonte: Massimo Barberi – Mente & Cervello (Settembre 2009 n. 57)



Stop ai nomi medicinali sugli scontrini

10 05 2009

Lo scontrino fiscale rilasciato dalle farmacie, per poter dedurre e detrarre la spesa sanitaria nella dichiarazione dei redditi, non riporterà più in dettaglio lo specifico nome del farmaco acquistato

A partire dal prossimo anno basterà l’indicazione del codice alfanumerico posto sulla confezione di ogni medicinale. Lo annuncia l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali. I cittadini italiani potranno continuare a dedurre o detrarre i medicinali acquistati, ma saranno più tutelati. Sulla base del provvedimento del Garante, entro tre mesi  l’Agenzia delle entrate dovrà fornire indicazioni per la modifica dello scontrino fiscale rilasciato per l’acquisto di farmaci, indicazioni alle quali le farmacie dovranno adeguarsi al massimo entro il 1 gennaio 2010. Lo "scontrino parlante" che riporta in chiaro, oltre al codice fiscale dell’interessato, la denominazione del farmaco acquistato è in grado di rivelare informazioni sullo stato di salute e sulle patologie dei cittadini. Numerosi sono stati in questi mesi coloro che si sono rivolti al Garante per segnalare la lesione della loro riservatezza e dignità al momento di presentare la documentazione fiscale per la denuncia dei redditi presso il Caf o il proprio commercialista. Il controllo sul farmaco venduto può essere effettuato attraverso l’utilizzo del numero di autorizzazione all’immissione in commercio (Aic) presente sulla confezione del farmaco. Il codice alfanumerico, rilevabile anche mediante lettura ottica, consente di identificare in modo univoco ogni singola confezione farmaceutica venduta, con dosaggio, somministrazione, presentazione e simili, al pari della specificazione in chiaro del nome del farmaco. E’ stata in questo modo individuata una soluzione in grado di bilanciare il rispetto della dignità delle persone e l’interesse pubblico alla riduzione del rischio di indebite detrazioni e deduzioni fiscali.



Drink di moda e sotto accusa

7 05 2009
Da qualche anno ci sono due tipologie di bevande che trovano sempre più riscontro tra gli adolescenti e i giovani-adulti: gli energy drink e gli sport drink.
Consumate in maniera eccessiva non sono però del tutto innocue, specie per certe categorie di soggetti. 
Queste bevande apprezzate per il gusto, la funzione, in alcuni casi solo per moda, possono presentare qualche rischio, come segnalato da alcuni studi.
Nessuna demonizzazione, soprattutto per le bevande per lo sport, ma è meglio prestare attenzione dato il trend di consumi in crescendo.
Due segnalazioni recenti riguardano per esempio gli effetti su pressione e frequenza cardiaca per gli energy drink e l’erosione dello smalto dentale per gli sport drink.
Le bibite energetiche a dire il vero sono state già più volte messe sotto accusa per possibili rischi legati a componenti quali caffeina e taurina.
In una ricerca pubblicata sugli Annals of Pharmacotherapy si sono analizzati in 15 soggetti sani di 20-39 anni gli effetti del consumo di due energy drink al giorno per una settimana (200 mg quotidiani sia di caffeina sia di taurina) sulla pressione arteriosa e sulla frequenza cardiaca. Misurando i parametri a più riprese, è risultato un aumento della frequenza cardiaca rispetto al basale del 7,8% il primo giorno e dell’11% il settimo giorno, corrispondente a un incremento della pressione sistolica del 7,9% a inizio settimana e del 9,6% alla fine, e della diastolica del 7% e 7,8% rispettivamente. Non si tratta di aumenti elevati, ma non si possono escludere potenziali rischi per soggetti ipertesi o con cardiopatie, magari individui giovani con problemi cardiovascolari non ancora diagnosticati. 
Su un altro piano ci sono gli sport drink, che hanno appunto lo scopo di aiutare a recuperare acqua, sali minerali e zuccheri spesi in attività salutari come quelle sportive.
Il problema è l’apporto calorico, tanto più se si somma a quello di altre bevande zuccherate come avviene soprattutto tra i più giovani: una questione a tal punto allarmante oltreoceano, per il rischio sovrappeso e obesità nei teenager, che c’è la proposta di realizzare bevande con il 70% di zucchero in meno dei soft drink medi e senza dolcificanti non calorici (per educare il gusto).
A parte questo, una possibile insidia per il consumo frequente e prolungato di sport drink è l’erosione dello smalto dei denti, per il contenuto di acidi come il citrico, presente d’altra parte anche in bibite di frutta o gassate. Uno studio statunitense ha mostrato sperimentalmente su denti di bovino, immersi fino a 90 minuti in una di queste bevande, significativi effetti di erosione e ammorbidimento dello smalto, rispetto a immersione in acqua.
Il suggerimento degli autori è consumare con moderazione queste bevande e aspettare almeno mezz’ora prima di lavarsi i denti, per non aggiungere l’aggressione di componenti abrasivi del dentifricio. 

 

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Aritmetica della coppia

30 04 2009

Si può prevedere quanto durerà un matrimonio? In un certo senso sì. Studi condotti su coppie di sposi novelli hanno permesso di individuare i segnali dell’amore che muore. 

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Proteggi il cane, salva l’uomo

28 04 2009

Le leishmaniosi sono un vasto gruppo di malattie causate da protozoi (parassiti intracellulari) del genere Leishmania. L’infezione è mediata dalla puntura di un insetto ematofago, il pappatacio, di aspetto simile a un piccolo moscerino. Nell’uomo sono caratterizzate da un ampio spettro di manifestazioni cliniche (che vanno da gravi forme sistemiche a disseminazione viscerale fino a forme cutanee benigne che tendono alla risoluzione spontanea) determinato in primo luogo dalla specie parassitaria, ma influenzato anche dallo stato immunitario dell’ospite. Negli ultimi anni, grazie allo sviluppo di tecniche diagnostiche molecolari, è stato dimostrato che le forme cliniche di leishmaniosi umana rappresentano solo la “punta dell’iceberg”, perché nella maggior parte degli individui venuti a contatto con il parassita l’infezione è del tutto asintomatica. Oltre tutto, la condizione di “portatore sano” sembra conferire una valida immunità alla re-infezione, in modo analogo a quanto avviene per la tubercolosi.
Prevenzione per due
"La malattia, potenzialmente letale per gli animali, può colpire anche l’uomo: ogni anno si registrano nel nostro Paese circa 160 casi di leishmania umana, con un andamento in crescita negli ultimi anni". A parlarne è stato Luigi Gradoni, dirigente di ricerca del reparto di Malattie trasmesse da vettori e Sanità internazionale del dipartimento di Malattie infettive, parassitarie e immunomediate dell’Istituto superiore di sanità (Iss), partecipando a un incontro sul tema organizzato lo scorso 21 aprile a Roma. Anche le cifre dell’infezione sono in veloce e continua crescita, non solo in quelle regioni d’Italia dove il clima è naturalmente favorevole allo sviluppo degli insetti che veicolano la malattia pungendo gli animali ma in questa fase climatica calda anche in quelle zone di alta collina che erano considerate tradizionalmente indenni. "Nel cane – ha ricordato l’esperto – l’infezione è trasmessa dal vettore durante la stagione calda e può decorrere in maniera inosservata per mesi o anni. A differenza dell’uomo, però, il 40% degli animali infetti mostra una progressione costante e inevitabile verso una grave malattia che colpisce soprattutto i reni. Questa si manifesta inizialmente con un leggero dimagrimento e una svogliatezza al gioco o al lavoro, i linfonodi si ingrossano e possono comparire febbre, come anche disturbi cutanei. Nell’uomo – ha evidenziato Gradoni – la leishmaniosi viscerale è una grave malattia cronica tendente ad aggravarsi nel tempo. L’incubazione è di molti mesi e l’esordio dei sintomi può avvenire in modo subdolo. Pallore al viso, debolezza e febbricola possono essere segnali d’allarme".
La sola difesa è proteggersi
Di fronte al fatto che non esiste una terapia risolutiva e che la vaccinazione è ancora un miraggio, il miglior rimedio contro la leishmaniosi è la protezione dalla puntura del pappatacio. Quindi le persone che hanno un cane e vivono o pensano di soggiornare in vacanza insieme al proprio animale in zone a rischio devono tenere conto di qualche accortezza: è consigliabile limitare le passeggiate serali, cercare di far dormire in casa il cane applicando alle finestre zanzariere a maglie fitte alle finestre senza dimenticare di fare uso di prodotti, specificatamente ideati e indicati per proteggere dalla puntura dei flebotomi. Utilizzando tutte queste precauzioni, si limiterà al massimo la possibilità che il cane possa contrarre la malattia. Si suggerisce, infine, di rivolgersi sempre a un medico veterinario per avere consigli sulla scelta dei presidi migliori e far controllare regolarmente il cane al fine di verificare che non sia stato infettato.

Fonte

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GRAVIDANZA E MOVIMENTO

28 04 2009

Esercizio in gravidanza
Un’attività fisica moderata va prevista anche durante la gravidanza, perché non solo non è dannosa, ma al contrario è benefica, e non solo per la gestante, ma anche per il feto. Alcuni rischi che in precedenza si ritenevano legati all’esercizio in questa fase, come il parto prima del termine e il basso peso alla nascita, non hanno poi trovato supporto dalla ricerca, che all’opposto sta mettendo in luce effetti positivi per la salute della madre e del nascituro, forse protratti anche dopo la nascita. E’ il caso per esempio delle nuove evidenze di uno studio condotto dall’Università del Kansas, presentate all’incontro Experimental Biology 2009 di New Orleans, che mostrano come l’esercizio moderato in gravidanza migliori i movimenti respiratori del feto. Dati che si aggiungono a quelli dello stesso studio già presentati l’anno scorso sui benefici rispetto alla frequenza cardiaca di gestante e nascituro.

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LA FEBBRE SUINA

27 04 2009

Si tratta di una malattia respiratoria acuta dei maiali causata da virus influenzali del tipo A, con alta infettività, ma bassa mortalità. Il ceppo responsabile A/H1N1 è stato isolato per la prima volta negli anni ’30. I sintomi sono simili a quelli della classica influenza. Non si trasmette mangiando carne di maiale e si diagnostica con un tampone faringeo.

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Cordone ombelicale. La donazione.

21 04 2009
La donazione e conservazione del sangue da cordone ombelicale rappresentano un interesse primario per il Servizio Sanitario Nazionale. La recente ordinanza “Disposizioni in materia di conservazione di cellule staminali da sangue del cordone ombelicale”, entrata in vigore il 1 marzo 2009, proroga la disciplina in materia e consente:

  • la conservazione per uso allogenico, cioè in favore di persone diverse da quelle da cui le cellule sono prelevate, a fini solidaristici, in strutture pubbliche a ciò preposte
  • la conservazione di sangue da cordone ombelicale per uso dedicato al neonato stesso o a consanguineo con patologia in atto per il quale risulti appropriato l’utilizzo di cellule staminali da sangue cordonale. La conservazione per uso dedicato è permessa anche nel caso di famiglie a rischio di avere figli affetti da malattie genetiche per le quali risulti appropriato l’utilizzo di tali cellule. In questi ultimi casi si tratta di “donazione dedicata” e le cellule staminali, conservate gratuitamente nelle banche italiane, sono ad esclusiva disposizione del soggetto al quale sono state dedicate in ragione della sua patologia.
  • Rimane in vigore la possibilità di esportare, a proprie spese, il campione di sangue prelevato dal cordone ombelicale raccolto per uso autologo, previo rilascio del nulla osta all’esportazione da parte del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali.
In base alle evidenze scientifiche, il Ministero promuove la donazione e conservazione ad uso allogenico a fini solidaristici, gratuitamente e in strutture pubbliche, nonché il potenziamento delle biobanche come previsto dall’Accordo Stato-Regioni approvato il 25 marzo 2009.